Mercedes-Benz sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia recente, e le cifre parlano chiaro: il 2024 si è chiuso con un crollo dell’utile operativo del 31%, sceso a 13,6 miliardi di euro rispetto ai 19,7 del 2023. Non solo: l’utile netto ha perso il 28,4%, i ricavi sono calati del 4,5% e il free cash flow industriale ha registrato una flessione del 18,6%. Il margine di profitto sulle vetture è scivolato all’8,1%, ben al di sotto del 12,6% dell’anno precedente. Un quadro che costringe il brand della Stella a tre punte a ripensare radicalmente la propria strategia.
La crisi Mercedes e la risposta con Geely
Il CEO Ola Källenius ha definito questi risultati come “solidi in un ambiente molto impegnativo“, attribuendo il merito a una gamma di prodotti di qualità e a una rigida disciplina sui costi. Ma dietro le parole ufficiali si nasconde una realtà più dura: tagli al personale, mancati rinnovi contrattuali e un piano di riduzione delle spese avviato già nel 2020 che ha già lasciato a casa una fetta significativa di lavoratori a tempo determinato.
La radice del problema è nota: le vendite dei modelli full electric non hanno rispettato le aspettative, e il mercato ha risposto con freddezza a una transizione che Mercedes aveva abbracciato con eccessivo ottimismo. Ora il costruttore tedesco è costretto a cambiare passo, e lo fa con una mossa che ha sorpreso più di qualche osservatore del settore.
Addio ai motori di casa: arriva il 2.0 litri sviluppato con Geely e Renault
La soluzione scelta da Mercedes per la prossima generazione della CLA passa attraverso una collaborazione con Geely, il colosso automobilistico cinese che — insieme a Renault — ha messo a punto un motore 2.0 litri quattro cilindri destinato a battere sotto il cofano della futura berlina tedesca. Si tratta di una scelta che rompe con la tradizione: per la prima volta, una Mercedes di segmento C monterà un’unità propulsiva non sviluppata internamente dal marchio.
Secondo alcune indiscrezioni riportate da CarNewsChina, questo quattro cilindri potrebbe essere integrato con un sistema mild hybrid a 48 volt, con il motorino di avviamento inserito direttamente all’interno della trasmissione. Una soluzione tecnica già adottata da altri costruttori per migliorare l’efficienza senza sacrificare le prestazioni.
La nuova CLA: piattaforma MMA, design camuffato e due anime
La nuova CLA è costruita sulla piattaforma MMA (Mercedes Modular Architecture), pensata per ospitare sia motorizzazioni elettriche che termiche. I primi avvistamenti su strada — documentati dal canale YouTube di Autoevolution — mostrano una berlina ancora completamente camuffata, ma con dettagli già leggibili: nuovi gruppi ottici anteriori e posteriori, estremità ridisegnate e il classico tetto a fastback che da sempre caratterizza la CLA.

La gamma propulsori della nuova generazione si articolerà su due filoni principali:
- Versione termica: motore 1.5 turbo con mild hybrid evoluto a 48 volt, probabilmente affiancato dalla nuova unità 2.0 sviluppata con Geely
- Versione elettrica: prima Mercedes a batteria con architettura a 800 volt, che promette ricariche più rapide e maggiore efficienza energetica
La CLA elettrica rappresenta il vero punto di rottura tecnologica: l’architettura a 800 volt è ancora appannaggio di pochi costruttori e potrebbe rivelarsi un argomento competitivo decisivo nel segmento, dove la vettura dovrà vedersela con Audi A3 Sedan e BMW Serie 2 Coupé. Il lancio sul mercato è atteso per l’autunno.
Quanto pesa davvero la scelta del motore Geely-Renault?
La collaborazione con Geely non è solo una questione tecnica: ha una valenza economica precisa. Condividere lo sviluppo di un’unità propulsiva con un partner esterno significa abbattere i costi di progettazione e produzione, redistribuendo gli investimenti su una base più ampia. Per Mercedes, che ha urgente bisogno di risanare i margini, è una mossa coerente con la strategia di riduzione delle spese.
Detto questo, la scelta non è priva di rischi. Rinunciare a un motore di proprietà in un segmento così visibile — la CLA è una delle berline più riconoscibili del brand — potrebbe sollevare qualche interrogativo tra i clienti tradizionali del marchio, abituati a identificare Mercedes anche con l’eccellenza ingegneristica made in Germany. La vera sfida sarà convincere il mercato che qualità e provenienza del propulsore non sono sinonimi.
Tutto, alla fine, dipenderà da come la nuova CLA si comporterà su strada: se le prestazioni e l’affidabilità saranno all’altezza delle aspettative, l’origine del motore passerà rapidamente in secondo piano.
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